4 Novembre 2014

Lavoratori Videocon Anagni condannati al carcere per aver occupato l’A1

La sentenza riguardi i fatti del 2009 occupazione, quando il tratto anagnin dell'autostrada venne occupato da decine di lavoratori.

La sentenza riguardante l’occupazione dell’autostrada Milano-Napoli nel tratto anagnino, risalente al 2009 ha sollevato molte polemiche. Come riportato anche sui principali quotidiani locali, i lavoratori sono stati condannati a 30 o 40 giorni di detenzione. Ecco le prime reazioni da parte dei sindacati. Queste le dichiarazioni emesse dalle segreterie Ugl e Cgil.

Videocon, Enzo Valente (Ugl): «Lavoratori condannati a carcere per occupazione A1: vergogna” Pronti a ricorso contro sentenza assurda “Una sentenza assurda e iniqua, contro la quale metteremo in campo tutte le azioni necessarie per evitare che i lavoratori ex-Videocon, già fortemente danneggiati, subiscano anche l’ennesima beffa”. Così il segretario provinciale dell’Ugl Chimici di Frosinone, Enzo Valente, commenta la sentenza del Tribunale di Frosinone che “ha condannato a 30 o 40 giorni di carcere con sospensione condizionale della pena, ed eventuale pagamento delle spese processuali, tutti i lavoratori imputati per aver occupato nel 2009 il tratto tra Anagni e Frosinone dell’Autostrada del Sole, esasperati dalla decisione unilaterale della proprietà Videocon di avviare la procedura di mobilità per tutti i circa 1300 dipendenti dello stabilimento”. “Una decisione completamente astratta dalla realtà e una vergogna per l’intero Paese – aggiunge il sindacalista –, contro la quale tutti i sindacati di categoria si sono già attivati per valutare quali ulteriori misure di assistenza legale mettere in campo a supporto dei lavoratori coinvolti, che sono già diventati uno dei simboli della gravità della crisi italiana e della desertificazione industriale ed è inaccettabile diventino anche vittime di una palese ingiustizia».

Segreteria provinciale CGIL Frosinone: «Sorpresi e dispiaciuti dalla condanna dei 180 lavoratori ex VDC. aspetteremo le motivazioni della sentenza per esprimere un parere piu articolato, ma faremo sicuramente appello a questa sentenza perché riteniamo non sia stato tenuto nella giusta considerazione il dramma di 1.400 lavoratori che, improvvisamente, nel 2009 sono stati sbattuti fuori dalla loro azienda, senza speranza alcuna di vedersi rioccupati».

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