venerdì 18 dicembre 2015 redazione@anagni24.it

Ricordate la premiata ditta familiare a luci rosse di Anagni? Ecco com’è finita

Nel Maggio del 2014 i carabinieri scoprirono un gran numero di clienti che si intrattenevano con delle prostitute. La casa del piacere non era molto lontana dal casello autostradale. In manette finirono i componenti di una stessa famiglia, moglie, marito, figlio e zia, che gestivano il traffico di prostituzione nella casa, dotata di tutti i “comfort” per l’accoglienza dei clienti.

Queste le accuse, secondo un articolo di quei giorni pubblicato su Anagni24: «associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento, sfruttamento e agevolazione della prostituzione». Le donne che facevano parte del giro erano rumene, bulgare, brasiliane, italiane, e venivano contattate da una società romana che offriva lavoro.

Ieri la conclusione del processo per sfruttamento della prostituzione davanti al tribunale di Frosinone. Due le persone condannate, rispettivamente a 5 e 4 anni di reclusione, secondo quanto riportato da www.ciociariaoggi.it.

 

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