5 settembre 2013 redazione@ciociaria24.net

La Marangoni chiude. Marino Fardelli: “Decisione gravissima. Governo e Regione intervengano. Si faccia presto”

“Presenterò immediatamente una richiesta al Presidente Zingaretti affinchè si faccia promotore di un incontro presso il Ministero dello Sviluppo economico con i vertici dell’azienda”. E’ il primo atto che il consigliere regionale Marino Fardelli ha preannunciato a seguito della notizia relativa alla chiusura della Marangoni. L’azienda di Anagni, per la quale lavorano 410 dipendenti, già da mesi viveva una situazione difficile ed incerta. Oggi la notizia è arrivata da Unindustria di Frosinone, dove la proprietà ha annunciato la cessazione dell’attività.

“Una decisione gravissima che, se messa in atto, acuirebbe quella crisi in atto in provincia di Frosinone dovuta alla deindustrializzazione” ha dichiarato l’on. Fardelli che si è detto “molto preoccupato per la fuga di aziende dalla nostra provincia”e ha continuano: “Le piccole e medie imprese sono soffocate dai crediti con la pubblica amministrazione e con le difficoltà dell’accesso al credito. Le multinazionali migrano in regioni dove gli incentivi e gli sgravi fiscali motivano nuovi investimenti. L’impoverimento delle aree industriali della provincia di Frosinone ha bisogno di interventi urgenti.Il Governo e la Regione intervengano adesso”.

L’area nord della provincia di Frosinone con la chiusura della Videocon per citarne una, aveva vissuto un periodo di trattative lunghe e difficili fino alla dichiarazione di area di crisi che, attraverso finanziamenti del Ministero dello Sviluppo economico, ridava ossigeno ad un’area fortemente impoverita. “Con la chiusura della Marangoni – ha detto ancora il consigliere Fardelli – si aprirebbe un autunno nero per un’area che sembrava ad un punto di svolta. Bisogna agire immediatamente e dare alle aziende motivazioni per restare”. E dalla Marangoni alla Fiat, il consigliere Fardelli torna a portare l’attenzione anche sulla zona sud della provincia: “L’annuncio di nuovi investimenti alla Fiat di Cassino ci ha sollevato, ma questo non cambia la cassa integrazione già prevista e l’incertezza che vivono i dipendenti, l’indotto e tutto il cassinate e la Valle di Comino. Parliamo di migliaia di famiglie e di una intera area che vive un impoverimento. Coglierò ogni occasione per mantenere alta l’attenzione”.

Menu