giovedì 5 novembre 2015 redazione@anagni24.it

Il dramma di Fiuggi, da “El Dorado” a città fantasma. Numeri che fanno davvero paura

È un testo che fa paura quello pubblicato di seguito, soprattutto nella parte finale, quella dove vengono menzionati i deprimenti numeri di Fiuggi, testimonianza lampante di una provincia che sta lentamente morendo e che nessuna amministrazione riesce a far ripartire. L’articolo, a firma di Tonino Ricci, è stato pubblicato oggi sul quotidiano Ciociaria Editoriale Oggi.

«Il sintomo di un tessuto sociale ormai totalmente sfasciato sul piano economico è quello che emerge dai dati sulla disoccupazione a Fiuggi: un giovane su due in età compresa tra i 18 ed i 24 anni è senza lavoro. Molti di loro hanno smesso persino di cercarlo.

I rilevatori statistici
In linea tutti gli indicatori relativi agli ammortizzatori sociali, anche qui in costante aumento, come in aumento sono i disoccupati in età compresa tra i 26 ed i 50 anni, tantissimi gli over 55 in cerca di nuova occupazione che dopo aver esaurito tutti gli ammortizzatori sociali a loro disposizione continuano vagare senza una metà. Un quadro allarmante, confermato anche dal numero di iscrizioni ad un casting che si è tenuto nei giorni scorsi, dove a sperare in un paio di mesi di lavoro, nella sola città di Fiuggi si sono iscritti circa duecento giovani. Per non parlare poi dei servizi sociali, ormai inadeguati alle drammatiche richieste che giungono dal territorio.

La speranza di Forte
Ecco allora che ad aumentare sono le utenze domestiche non pagate, gli affitti e gli immobili, questi si in costante crescita finiti nelle aste giudiziarie. Un quadro desolante innanzi al quale non cioè un solo indicatore, un progetto, una idea che lasci sperare in un futuro migliore nel breve e medio termine. È di queste ore la notizie che il noto imprenditore del settore alberghiero Rocco Forte, abbia in qualche modo rivolto il suo sguardo alla “martoriata” città di Fiuggi. E come sempre in questi casi in città si respira una ventata di ottimismo, con la speranza che dall’esterno possa arrivare quella finanza necessaria a garantire un futuro termale ed alberghiero. Gli stessi che la città di Fiuggi, soprattutto in tempi di vacche grasse non ha saputo pianificare, non riuscendo a guardare oltre la punta del proprio naso. Basta guardare i dati occupazionali nei tre asset strategici, imbottigliamento, terme ed settore alberghiero.

I numeri del tracollo
Nel 1993 all’imbottigliamento lavoravano 250 addetti, oggi una sessantina. Alle Terme le persone occupate su dodici mesi l’anno per quindici mensilità erano 307, oggi una cinquantina con gran parte di loro in cassa integrazione in deroga. Nell’attività alberghiera i posti di lavoro perduti negli ultimi 20 anni si contano a migliaia, come a centinaia di migliaia si contano le presenze andate perdute nei settori termali e congressuali. All’orizzonte la disperazione crescente e Rocco Forte, con la speranza che quest’ultimo non abbandoni la sfida così come capitato negli ultimi anni a tanti altri imprenditori, attratti dal nome Fiuggi, salvo poi imboccare la Roma-Napoli a 200 all’ora lasciandosi alle spalle Fiuggi, le mille difficoltà incontrate in loco e soprattutto l’assenza cronica di un piano strategico in grado di attrarre nuovi investitori. E qui le classi politiche, tutte nessuna esclusa, è il caso che facciano un serio esame di coscienza».

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