Diossina: “Anagni Viva” ed il Cordinamento ambientale cittadino vogliono vederci chiaro

Il Coordinamento Ambientale di Anagni comunica che le richieste di chiarimenti sull’incidente verificatosi il giorno 19 giugno 2013 nell’impianto di Castellaccio, inoltrate subito alla Società titolare A.R.I.A. srl ( Acea Risorse e Impianti per l’Ambiente) non hanno avuto alcuna risposta.

In quella data, come noto, si verificò un incendio e una fuoriuscita di migliaia di metri cubi di gas e polveri che si sono sparpagliati sul territorio e della cui natura e pericolosità non si ha, ad oggi, alcuna risposta ufficiale.

Al Presidente di A.R.I.A. srl abbiamo rivolto alcune domande per avere – subito – quelle risposte che la popolazione del territorio necessita al fine di ridurre lo stato di ansia e di incertezza, e per verificare l’attivazione degli opportuni provvedimenti a salvaguardia della salute pubblica. Ecco le domande:

1) Quale quantità di CDR e/o rifiuti ante trattamento sono stati interessati dall’incendio? Se tali materiali necessitano di essere combusti in impianti “tecnologicamente avanzati” per evitare inquinanti, la loro combustione “open air” quali inquinanti produce e quanti in funzione della massa combusta potrebbe aver liberato?

2) Se tra i materiali combusti vi sono stati altri materiali, ad es. parti di fabbricato e macchinari, coperture, isolanti, gomme, uretani, olii , etc, in funzione della loro natura chimica e della loro massa quali potrebbero essere gli inquinanti emessi? A cosa si deve la opacità dei fumi? A cosa si deve l’odore acre ?

3) Gli inquinanti di cui ai punti precedenti in funzione della loro densità , quale “ombrello” di ricaduta potrebbero avere avuto, anche utilizzando un modello matematico di quelli disponibili nella letteratura specialistica.

A queste domande non è seguita, a tutt’oggi, risposta alcuna. Il comprensibile sdegno verso un atteggiamento poco rispettoso nei confronti dei cittadini che hanno il diritto all’ informazione su fatti importanti per la sicurezza delle persone e dell’ ambiente, è rafforzato da legittime preoccupazioni sulle conseguenze derivanti da quanto è accaduto e quanto sta avvenendo in queste ultime ore nel territorio di Anagni.

Sulla vicenda quindi andremo fino in fondo interpellando i vertici ACEA, compreso il socio di maggioranza nella figura del Sindaco di Roma Capitale Prof. Ignazio Marino.

Nell’attuale situazione dell’area industriale nella nostra Valle, tale atteggiamento la dice lunga sull’impostazione che aziende, con produzioni di notevole impatto ambientale, hanno nei confronti del territorio e dei suoi residenti. Atteggiamenti poco trasparenti che, in cambio di precari posti di lavoro, sono causa di danni irreversibili che tutti i cittadini sono chiamati a pagare, in prima persona, in termini di salute e di risanamento dell’ambiente.

Per tali ragioni, il Coordinamento conferma e intensifica la vigilanza sulla situazione ambientale del territorio di Anagni e della Valle del Sacco, le cui gravi condizioni sono note da anni e confermate dal provvedimento del Sindaco di Anagni di ieri. Sollecitando la massima vigilanza e attenzione, chiede sistematici controlli da parte di tutti gli organi competenti, al fine di prevenire altri disastri e individuarne tempestivamente i responsabili. Per le situazioni pregresse, per impedirne l’ulteriore aggravamento, si sollecita l’ avvio di un reale programma di bonifica e di risanamento.

Coordinamento per l’Ambiente di Anagni

Associazione “Anagni Viva”, Associazione Diritto alla Salute DAS, Associazione Terra Dolce, Gruppo Civico VitamineK, Comitati di quartiere Ponte del Papa, Osteria della Fontana, Vox Populi.

Fonte: www.anagniviva.org

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